Venerdì sera ho fatto la cosa giusta andando in fiera. Fa’ la cosa giusta, la fiera del consumo critico e degli stilii di vita sostenibili, è un appuntamento importante per il mondo del terzo settore e non solo. Fosse stato per me, sarei passato dall’ufficio al divano di casa col teletrasporto. Fortunatamente qualcuno mi ha convinto che il divano non sarebbe scappato, avessi ritardato qualche ora.
Alcune cose che hanno destato il mio interesse:
- Social lending. Proprio la settimana prima mi ero registrato al loro sito: quando ho visto lo stand di Zopa, mi sono precipitato. Attiva da pochi mesi nel nostro paese, questa simpatica start-up (Zoopiamo?) ha appena festeggiato il suo primo milione erogato. Ci lavorano una 15na di persone. Per quanto riguarda la comunicazione sono sicuramente in un buon momento: la copertura dei generalisti è buona (forse un po’ troppo bonaria). Scontato l’appoggio del popolo della rete (sospetto che sia molto più facile diventare Zoopiano che Fonero…). Viceversa, mi hanno confermato la (prevedibile) diffidenza del settore creditizio italiano, nonchè le perplessità dell’Agenzia per le entrate. Mi hanno fatto un’ottima impressione. Nell’ottica di una sana diversificazione del rischio, provare un investimento potrebbe portare grosse (non grasse) soddisfazioni. “Persone che prestano ad altre persone”, in un paese dove la simpatia di banche e finanziarie è la stessa che suscitano i rapinatori in villa, è una leva di marketing che sicuramente può fare presa su un pubblico abbastanza numeroso.
- Open source. A fianco dello stand Mozilla, trovo quelli di Abaco Calcolatori. Hanno messo insieme un desktop bellino, compatto ma potente, ovviamente Ubuntu, che vendono a 299 Euro. Guarda caso lo stesso prezzo dell’Asus eeePC (l’iPhone a NY mi è costato uguale: se volete che il vostro gadget diventi un cult, è il prezzo giusto: né troppo basso, né troppo alto). Caratteristiche di tutto rispetto, nella più assoluta convinzione che in tempi di crisi un pc si può portare a casa pagandolo molto meno di, che sò, un vestito. Non l’ho comprato solo perchè mi sono trattenuto. C’è crisi nell’aria per i grandi produttori. L’odore che sentono è quello del software libero.
- Bibliografia critica. Vi sono diverse case editrici che danno alle stampe dossier, libri neri, guide critiche contra quella multinazionale o quell’industria. Che scritte bene (e molte di queste pubblicazioni sono precise e fattuali: basta dare un’occhiata alla collana Altraeconomia di Terre di Mezzo Editore), oppure che riportino attacchi ingenerosi o leggende metropolitane (ci sarà pure un motivo, anche solo di comunicazione, se continuano ad alimentarsi), si tratta comunque di letture obbligate per chi è del mestiere (a ciascuno il suo). Aiutano a riflettere, informano, pongono dei problemi. Quasi tutto oggi è disponibile online, ma il colpo d’occhio della bancarella è impagabile.
- Lo stand de L’Avvenire di Dall’Acqua, dove mi sono procacciato una scandalosa cena a base di pane, olio e formaggi.

Il desktop di Abaco Calcolatori
Leggi anche: