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Ryanair: low cost a tutt i cost

Ci siamo.

La campagna virale anti-Ryanair è partita. E io ho dimenticato il preservativo. Claudio Vaccaro e Luca Conti hanno dato il via ad una reazione a catena che comporterà per la compagnia, nell’ordine:

  • Crollo di immagine
  • Perdita di valore del titolo
  • Assunzione di 2-3 di agenzie per curare Web PR, SEO e marketing mediterraneo
  • Lancio di un corporate blog
  • Partecipazione a tutti i convegni a tema come best practice di approccio alla blogosfera

Che Luca fosse leggermente ingrifato con l’Arpa volante si era capito. E che Claudio su ’sta cosa ci volesse marciare, non serviva Woodcock e una cinquantina di linee telefoniche sotto controllo per capirlo (anche perchè i blogger, proprio come i criminali, usano preferibilmente il VoIP).

Così ho deciso di fare bandwagon (!?) e di buttarmici anche io. Senza particolare astio, ma all’evento pacificatore fra Ryanair e la blogosfera ci voglio essere. Anzi: Ryanair, Ryanair, Ryanair. Odio Ryanair. Vuoi mai che serva per l’indicizzazione. Mica che comincino a regalare voli gratis a mezza Italia, e a me no, solo perchè non ne ho parlato abbastanza male.

Personalmente ritengo che nei confronti di Ryanair siamo [ancora] debitori. L’impatto che hanno avuto gli irlandesi sul business dell’aviazione civile è stato storico. Ma anche i più simpatici prima o poi la fanno fuori dal vaso, e che la reputazione della compagnia fosse un poco appannata rispetto al glorioso, recente, passato l’avevo capito da solo. Perchè sono un consumatore. Un consumatore che, in cuor suo, si è accorto di essere più felice (leggi: migliore user experience) quando prende, che so, EasyJet o Virgin.

Eccovi perciò servite le 5 cose che non sopporto di Ryanair (marketing guy? Pregasi registrare e provvedere):

  1. Prenotazione online infida. Ragazzi, qui non ci sono santi: la procedura di booking, dall’introduzione del supplemento bagagli in avanti, è costruita in modo di far pagare qualcosa in più all’utente, senza che questi ne sia consapevole. Questa è stata cosa che più di altre mi ha fatto disamorare
  2. Spaccia per city hub piste che stanno altrove. Ora, passi che Londra è grande, e che se, come me in passato, sei di passaggio per Oxford, Luton è piuttosto comodo come arrivo, ma far credere all’ignorante in geografia che Girona sia Barcellona, Bergamo Milano, Charleroi Bruxelles e Bratislava Vienna (quest’ultima non tanto per la distanza, ma concettualmente: Bratislava sta in un altro stato!) mi pare francamente improbabile. Uno ci fa il callo, ma idealmente preferisco lo stanziarsi in un posto come Alghero: portare traffico aereo e turisti dove prima non c’erano, non costringere squattrinati gitanti del week end a farsi ore di pullman per raggiungere la loro meta, che si erano illusi fosse a portata di… volo.
  3. Pubblicità fuorviante. In questo caso, sono in buona compagnia. Che facciano battue su Sarko e la Bruni mi fa pure divertire. Ma per troppo tempo uno, leggendo le loro inserzioni sul Corriere, sognava di volare a un centesimo, salvo poi sbattere il muso sul prezzo di tasse aeroportuali, navette, supplementi bagagli, assicurazioni, costo carta credito.
  4. Giuro, prima di lavare i piatti il quattro me lo ricordavo.
  5. Ah, togliete qualche fila di sedili. Non mi frega niente se non mi servite da bere. Non cerco il lusso o chissà quale comfort. Ma che debba pestare le ginocchia per due ore sullo schienale davanti, soffrendo manco fossi seduto sui ceci, proprio no.

Per il resto sottoscrivo quello scritto dagli altri ragazzi, voci fuori dal coro comprese: in fondo, di viaggiare sugli aeroplani gialloblù non ce l’ha ordinato il dottore. La concorrenza è agguerrita. Persino Niki Lauda ha trovato i soldi per fare pubblicità tabellare a Milano dei suoi veivoli (che sospetto essere spinti da turbine di scarto prodotte a Maranello). Quando ho perso un loro volo (di Ryan, mica di Niki), la colpa era mia: pensare di fare la A4 in uscita da Milano in un’ora, in giorno di ponte, con 10 milioni di lombardi impegnati a fare la partenza intelligente, è stato un po’ come quando Trapattoni pensava di poter far giocare Vialli da centrocampista.

E nemmeno sono insensibile alle esigenze di cost-saving che Eugenio ricorda. Semplicemente, come dicevo, se mi dici EasyJet, oggi, mi ispiri più simpatia che non dicendomi Ryanair. Non ho bisogno di spiegare una sensazione. Fossi del marketing di Ryanair, di una considerazione così disarmante mi preoccuperei.

Ryanair Ryanair Ryanair. Odio Ryanair.

Leggi anche:

  1. Pubblicità volo low cost sulla notizia dell’incidente aereo

8 Comments

  1. Beh Mauro, prima di tutto un plauso a tutto quanto: ironia, cose che dici, come lo dici. Hai colto il senso. E anche il fatto che la reputation dei più simpatici è un tesoro che non va sperperato è un concetto chiave che deve entrare in un po’ di capoccette distratte. Vedi GOOGLE. Su una cosa però l’hai un po’ “fatta fuori dal vaso” anche tu però…:) se ti dicessi che 3/4 delle esperienze negative di quell’articolo sono del sottoscritto mi dici in cosa ci dovrei marciare? Ah, si, vero…ora mi regaleranno 200 ore volo per l’Uzbekistan :-) Si, lo ammetto, insieme alla denuncia c’è anche il sottile piacere di avviare una campagna e di vedere che effetto fa: dopo l’ennesima presa in giro mi son detto ma porca puttana, c’abbiamo i blog, c’abbiamo i bloggers (pure quelli influenti), lo vogliamo dimostrare che qualche cosa la si riesce a cambiare? mah, ora è mezzanotte e sono ottimista, domani chissà. ciao

  2. ironmauro says:

    Mmm… In effetti “marciarci” fa presupporre una qualche forma di gratificazione economica… Suona brutto. Intendevo semplicemente che non vedevi l’ora di toglierti il sassolino dalla scarpa, e quando hai visto anche Luca col dente avvelenato…

    Cmq sui voli per l’Uzbekistan non ci sputerei, sai? C’è un’ottimo clima questa stagione. Meno cinque, meno dieci gradi. E’ già piena estate.

  3. Luca Conti says:

    Se avessi soltanto immaginato che si sarebbe scatenato questo putiferio il post l’avrei scritto settimane fa :-)

    Sei un grande ed è già il secondo post che mi colpisce particolarmente. Al terzo mi vedo costretto a una menzione speciale su Pandemia, attento ;)

    In ogni caso, non l’ho detto, ma tra RyanAir e EasyJet sceglierei EasyJet a occhi chiusi

  4. ironmauro says:

    @luca

    Cacchio, se mi linki mi crolla il server!

    Come non l’hai immaginato??? Ma non le insegni pure queste cose? (btw, salutami quel volpone di Redmont a Perugia)

  5. cetty says:

    Mah..scusate,ma sinceramente,GRAZIE A RYAN,negli ultimi 3anni,ho preso piu’ volte l’aereo che il treno!!!
    Io lavoro all’estero e,grazie a queste tariffe,ho la possibilita’di tornare a casa ogni2mesi…Si,vero è ke gli aeroporti nn sono vicino le citta’,ma spiegatemi la differenza che c’è tra Orio e Malpensa..Da Orio a Milano= 60min,mentre da Mxp a Milano=40min…
    Io mi trovo benissimo e continuerò a prenotare solo con Ryan e mai Easyjet…

  6. ironmauro says:

    @cetty

    Sui meriti di Ryanair ho già detto. Nessuno si aspetta nulla di trascendentale in termini di servizio da un operatore low cost, ma siamo in diversi a pensare che un po’ del loro enorme capitale di simpatia lo stiano dissipando.

    La differenza fra Malpensa e Orio è che per raggiungere il primo ci metto sicuramente 40 minuti da Cadorna, a qualsiasi ora del giorno. Centrale-Orio ho provato a coprirla anche in due ore e più causa traffico (perdendo il volo).

    Come mai questo pregiudizio anti-Easyjet?

  7. mau says:

    la differenza tra MXP e BGY non e\’ solo nella distanza ma anche nella sostanza… lo posso garantire in quanto lavoro in quest ultimo.
    Odio Ryanair e la comunità europea che non ha il coraggio di prendere delle decisioni e delle posizioni chiare nei confronti di una compagnia che crede di fare il bello e il cattivo tempo ovunque,vedi cancellazioni selvagge di voli (non e\’ mai colpa loro..) e qui si dovrebbe aprire un dibattito

  8. mau says:

    e’ lodevole il lavoro fatto da panorama ,vedi(http://blog.panorama.it/economia/2008/08/19/ryanair-e-le-tariffe-minime-tutto-grazie-agli-aiutini/)

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