La notte dei mezzi viventi

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Solo qualche mese fa, il grave incidente a Milano di cui riferisce questo articolo su Metro. E’ saltato fuori durante le pulizie d’estate del Desktop. Mi sembra interessante per almeno un paio di ragioni retoriche:

  • Guerra. Quello bellico rimane, con quello sportivo, il campo semantico più utilizzato, e perciò inflazionato, dei nostri media. In questo caso è l’ufficio stampa di ATM che, opportunamente lo tira fuori per fare polemica (da polemos, guerra appunto), utilizzando una più prudente similitudine (“casistiche che evidenziano come la mobilità privata sembra quasi in guerra con quella collettiva”), e lasciando ai media di soffiare sul fuoco (anche se poi Metro virgoletta “è guerra fra auto e tram”, attribuendolo ad ATM e scaricando a sua volta la responsabilità dell’affermazione). A me pare tuttavia un eccesso di sensazionalismo che non aiuta certo a sollecitare l’attenzione quando si coprono le guerre “vere”.
  • Personificazione. Altro espediente interessante: come nel mondo dei Transformers, i mezzi si animano di vita propria per darsele di santa ragione. Come se le persone, in questa guerra dei mondi (4 ruote Vs rotaia) fossero solamente spettatori.

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One Comment

  1. Interessante analisi, la tua. In particolare mi colpisce la similarità con alcune mie osservazioni degli ultimi anni. Quando ci sono incidenti in autostrada, ad esempio, sui TG e sui giornali si parla subito della “nebbia killer”. Perché, gli automobilisti dov’erano, durante l’incidente? La personificazione dei mezzi di trasporto e delle condizioni atmosferica equivale a una deresponsabilizzazione (ouch!) degli automobilisti. Di rispetto delle regole non si sente nemmeno l’eco.

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