Roberto Mancini e l’avvocato che arrotonda

(Foto: eCalcio Blog)

Donadoni non ha certo impressionato in questo europeo, anche se da ieri sappiamo che la sua Italia è uscita ai rigori contro la migliore squadra del torneo senza subire alcun goal. Molto meglio l’ex milanista ha fatto fuori dal campo, dimostrando se non altro coerenza.

Esonerare il cittì perchè i campioni del mondo non arrivano nemmeno in semifinale all’europeo ci può stare. In fondo, non è che sia ’sta grande notizia. Non certo abbastanza per scalzare Roberto Mancini dal trono di trombato dell’anno. Dell’ex allenatore dell’Inter vorrei farvi notare le “dichiarazioni” a mezzo stampa l’indomani aver ricevuto il benservito e nonostante il titolo di Campione d’Italia:

Con riferimento al comunicato stampa dell’Internazionale FC pubblicato questa mattina dai maggiori quotidiani nazionali e stranieri e diffuso dalle principali mittenti televisive italiane e europee, nel prendere atto che la decisione e’ scaturita da vicende che hanno gravemente offeso il mio onore e la mia reputazione, la cui illecita diffusione e’ stata censurata con plurime querele davanti alle competenti Procure, ho dato incarico al mio legale di fiducia di tutelare la mia immagine in tutte le sedi competenti, stigmatizzando il comportamento della societa’ datrice di lavoro nella parte in cui ha inteso abusare di vicende false e illecite.

Come allenatore ringrazio il Presidente Massimo Moratti, Gabriele Oriali e tutto lo staff che mi ha sostenuto, la squadra e soprattutto tutti i tifosi nerazzurri che mi hanno accompagnato per quattro anni di grandi successi e indimenticabili emozioni e per la stima e gratitudine che continuano a manifestarmi.

Roberto Mancini

Della difficile rapporto di coabitazione fra il comunicatore e l’avvocato, in tempi di crisi, ne parlavamo giusto l’altra settimana con Giampaolo Gironda. Mancini ha risolto brillantemente il problema facendo fare comunicazione direttamente al legale. Risultato? Un mostruoso periodo subordinato, 7 righe senza un punto, due incidentali consecutive. L’assoluta convinzione che pur parlando a mezzo stampa, l’unico destinatario di questa “comunicazione” fosse l’ex datore di lavoro e chi lo rappresenterà in tribunale. E che a Mancini, più che la sua onorabilità e l’immagine presso i tifosi, interessasse portare a casa la grana che peraltro giustamente gli spetta.

Donadoni è schivo, e preferisce il basso profilo. Mancini il press agent lo fa fare al leguleio, che arrotonda così il già lauto onorario. In ogni caso, si evince che nello sport per me non c’è lavoro.

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