Recruiting nelle PR: c’è grosso spam

Recentemente ho dato una mano alle risorse umane della mia azienda per cercare di reclutare una figura junior. Non è la prima volta che mi scontro con lo spam tipico dell’entry-level nelle relazioni pubbliche, ma qui si sta davvero esagerando. Non potete sparare CV in giro come se fossero sconti sul Viagra. O meglio, visto che anche io a suo tempo ho sparato a mitraglia: fatelo sull’indirizzo delle risorse umane preposto. Se si tratta di posizioni specifiche, fate una pausa e mettetevi la mano sul cuore. La mando? Non la mando? Mi interessa? Ragazzi, se volete il lavoro, fatevi furbi. Altrimenti lasciate perdere.

Appunti in ordine sparso:

  • Se c’è scritto corporate tech, e tu curi lo show room di una casa di moda, perchè mi scrivi? Perchè non hai capito cosa è richiesto, oppure perchè hai capito che prefericsci i lettori Mp3 alle mutande? In ogni caso, se non me lo specifichi in due righe di accompagnamento, finisci dritto nel cestino
  • Se c’è scritto entry-level e un anno di esperienza, ed è chiaro che la posizione NON è a tempo indeterminato, perchè mi scrivi nonostante tu abbia 34 anni? Perchè stai sparando dall’ufficio 20 CV al minuto e non hai tempo di leggere bene ldi che si tratta?
  • Cosa dovrei pensare di una persona il cui CV non contiene la data di nascita? 1) non la ritiene importante 2) se l’è dimenticata 3) vuole nascondere la sua vera età. In ogni caso, finisci sempre nel cestino (SEGUE).
  • (CONTINUA) Ah, dimenticavo. Specie se poi mi metti la fotografia, da cui si evince che sei negli ‘enta (escludo che tu possa portare così male 25 anni): cestino con demerito.
  • Se ti segnalano una posizione aperta su LinkedIn, che ne dici di fare l’application su LinkedIn? Non è difficile.
  • Non mi chiedere “se penso che il tuo profilo possa andare bene”. Sei tu che devi pensarlo.
  • Se fai marketing, pubblicità, o lavori in un’agenzia media, e non hai ancora capito cosa si fa in un’agenzia di PR, lo ammetto: la colpa è anche un po’ nostra.
  • Se ti occupi di IT, e pensi che sviluppare un sito web in php sia fare comunicazione, dovresti frequentare di più gli aperitivi.
  • Se ti spacci per strategist digitale, e non hai un account su LinkedIn… Ok, forse preferisci Xing o Viadeo. Via che??? Ok, lasciamo perdere.
  • Rispondermi alla mail dicendo: “grazie MARCO” suscita in me istinti sadici, e un’implacabile ira. Potrei farvi fare 4 colloqui solamente per distruggervi psicologicamente.

Sul formato del CV, mi riserbo di postare in seguito. Un solo indizio: fosse per me, non ne prendei uno che mi manda curriculum in formato .doc. Se non sei capace di pidieffare, io e te insieme non avremo futuro.

Per chi fosse interessato, o pensasse di conoscere qualcuno adatto al profilo, l’application rimane aperta su LinkedIn.

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5 Comments

  1. mauro says:

    Ciao Marco!!!!

    si, anche io mi divertivo molto con i CV che arrivavano in aseri…..concordo su tutto tranne su un punto. Il CV in doc va bene!

    Il mio l’ho pdeffato solo dopo aver cominciato a lavorare, e quindi dopo aver avuto accesso al pdf converter…..programa che di solito noi comuni mortali che non spendiamo, come fai tu, mezzo stipendio in hi-tech, non abbiamo istallato sul computer di casa……sopratutto se cercate una “junior” position….

    Quindi, mio caro MaRco, esprimo tutta la mia solidariata’ nei tuoi confronti, e visto che mi chiamo Mauro pure, comprendo gli istinti sadici, e te li appoggio, quindi:

    Vai MARCO, distruggilo!!!!!!

  2. ironmauro says:

    Ciao Marco G.,

    in effetti concordo con te: non si può pretendere che un neolaureato sappia pure pidieffare! Per questo, quando ne trovo uno, spingo subito perchè venga assunto. E’ segno inequivocabile di doti non comuni…

  3. Mariela says:

    Ciao Mauro,
    hai ragione! C’è gente che veramente spreca tempo ed energia… Certo che il pdf converter costa, ma ci sono strumenti freeware che chi cerca trova. È da un po’ che non li uso più, essendo passata a Mac ;-)
    A domani sera!

  4. ironmauro says:

    La mia è anche una questione di principio. Si tratta di un documento che riassume la tua vita: condividerla utilizzando un format che consente facili modifiche (anche solo per errore) da parte altrui non mi sembra molto furbo.
    A domani!

  5. mauro says:

    Point taken! ma penso comunque che non puo’ essere una discriminante…

    Il chiamarti Marco, SI!!!!

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