La crisi del Rock ‘n Roll

(I Clairvoyants – con l’Iron Mauro alla batteria – suonano Wasted Years degli Iron Maiden insieme all’ex cantante degli Stratovarius Timo Kotipelto. Orzinuovi, 2004)

L’altro ieri ero a Basilea per vedere gli Iron Maiden.

E’ stato il nono concerto della Vergine di ferro, per me, a cui vanno aggiunti un clinick di batteria nel ‘95 (quando “rubai” la baccetta a Nicko McBrain) e un paio di partite di pallone. Steve Harris, il bassista, ha un passato da calciatore e non manca occasione di organizzare match durante i tour della band. Scontri che di amichevole non hanno nulla: ricordo ancora come Gianni Morandi si lamentava (in tv) delle botte alle caviglie dopo la disfatta della nazionale italiana cantanti a Modena nel 1998…

Come avete potuto intuire dalle date del secolo scorso, non è che sia proprio al passo coi tempi circa a gusti musicali. Sono specializzato in hard rock heavy metal anni ottanta, con punte fra i settanta e i novanta. Il XXI secolo per me è tabula rasa.

Che però per il buon vecchio rock ‘n roll le cose non vadano troppo bene da almeno un decennio lo ho accertato a partire da una serie di indizi:

  •  MTV ha svoltato su hip-hop e rap verso metà Novanta. Ci sono stati anni in cui, notte a parte, a qualsiasi ora accendevi erano solo canottiere di basket, catene d’oro e bandane
  • I gruppi di richiamo che – per intenderci – suonano nei grandi palazzetti o negli stadi hanno tragicamente tutti passato i 50; ai miei tempi Megadeth e Pantera, roba non esattamente alla portata di tutte le orecchie, avevano il Forum di Assago (MI) pieno
  • Le tecnologie digitali hanno abbattuto i costi di produzione di una registrazione. Risultato: un’invasione di prodotti mediocri (ottima qualità della registrazione, pessima dei musicisti)
  • Crociate anti-pirateria di quei deficienti dei Metallica a parte, Internet ha completamente cambiato il business model del rock e della musica in generale. Non mi pare che i rocker ne abbiano approfittato
  • Capello lungo e giubbotto di pelle sono in estinzione.
  • Se sei una tribute band suoni ovunque. Se fai pezzi tuoi, non c’è un locale che ti prende
  • Mai state così tante riunion come negli ultimi 10 anni. Ho persino visto dal vivo gli Europe nel 2004 e, credetemi, erano godibilissimi
  • Una volta i gruppi di spalla ai concerti erano da leccarsi i baffi. Ora suonano i parentiNel 1993, al mio primo concerto, ho visto i Mr Big aprire per gli Aerosmith

Eppure giovedì a Basilea era un pullulare di ragazzini che non erano nemmeno nati quando Powerslave o Seventh Son uscivano. Eppure Last FM è un brulicare di metallari. Perchè, se il pubblico c’è ancora, scarseggia un’offerta di qualità?

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