Cosa faccio online? Critico Codice Internet

Sabato dovevo fare questo piccolo intervento all’Internet Tour. Un incidente a Marsiglia (la legge del crisis manager: le rogne solo il WE e festivi!), un ritardo sul programma e il matrimonio di mio cugino in realtà mi hanno impedito di fare fisicamente la presentazione che ho lasciato in sala nella speranza che qualcuno potesse recuperarla.

Non si tratta che di una carrellata dei principali servizi che fruisco via internet durante le mia giornata tipo. In realtà, ho cercato di inserire cose piuttosto 1.0. Volevamo fare nomi e cognomi tradizionali, riconoscibili ai più, senza esagerare con i tragici marchi delle start up più recenti, che sono impronunciabili (basti pensare ad uno dei miei servizi preferiti di dektop sharing, Yuuguu).

Dopo l’unanime plauso iniziale, l’iniziativa Codice Internet comincia ad essere soggetta a qualche critica. Personalmente trovo che ci stia. Il rischio che, una volta spente le luci, si sia rivelato più uno spottone per Montemagno che un’inziativa di successo, è reale. Cruciale non è tanto chi interviene, o se qualche blogger ha piacere ad assistere ad uno degli spettacoli, o se la blogosfera ne parla.

Cruciale è coinvolgere la gente, dalla strada e dalle scuole.

Leggi anche:

  1. Internet Tour: confessioni di un pr in crisi
  2. I WordCamp: faccio sega
  3. Alberto Falossi, esperto Internet

3 Comments

  1. pietroizzo says:

    dalle slide immagino il commento vocale che avresti fatto e ti dirò che le trovo molto simpatiche, non c’è bisogno di essere 2.0 per coinvolgere la gente, anzi… e hai indicato soluzioni semplici a problemi quotidiani… Bravo!
    PS io uso Xpenser per gestire i miei flussi di danaro… :-)

  2. ironmauro says:

    Grazie Pietro.

    Eh eh… Avevo pronto il siparietto della macchia di sugo in pausa pranzo per introdurre la lavanderia online…

  3. zen says:

    Sì, anche io ne ho parlato. Diciamo che da buon brightside ho visto il buono dell’iniziativa (alcuni interventi sono stati illuminanti), mi sono divertito ma alla fine c’era sempre la stessa gente soprattutto tra il pubblico (me compreso)

    ciao
    z

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