Venerdì recupero crediti

Sono alle prese con il primo debitore ritardatario su Zopa e ne approfitto per qualche considerazione sul recupero crediti.

Nella mia vecchia agenzia, il lessico familiare comprendeva espressioni come “Venerdì Edelman” (uno pensa che la settimana sia finita, ma il venerdì pomeriggio arrivano le rogne peggiori) e “Venerdì recupero crediti“. Quest’ultima dipende dal fatto che un giovane collega, quando ero appena arrivato, ogni venerdì si prodigava nel tentativo di recuperare degli onorari che ci erano dovuti ma che un piccolo cliente in difficoltà non riusciva a pagare.

Non vi dico l’imbarazzo e la difficoltà di lui, non certo avvezzo alla pratica, ma costretto dal volteggiare sopra la sua testa del direttore finanziario, nel portare avanti questo lavoraccio. Anche perchè, ad un certo punto uno non sa più veramente cosa inventarsi. Evidentemente questo e un blog onesto e le minacce alla famiglia e pestaggi non sono contemplati.

Ebbene, vi segnalo un’iniziativa geniale che si è vista in Spagna:

Immaginate una sorta di becchino che vi segue continuamente. Vi aspetta fuori dal lavoro. Vi accompagna al ristorante. A distanza di sicurezza, ma fissandovi abbastanza intensamente da far capire a tutti che ce l’ha con voi. In un film per la TV Amendola usciva di casa per trovare il cravattaro che appendeva volantini per tutto il suo quartiere, con scritto: “Mario Rossi non paga le rate”. Lui era terrorizzato. L’umiliazione era troppa.

Da Repubblica.it:

Se in Spagna siete avvicinati da un Fred Astaire dall’aria triste e minacciosa, allora è tempo di mettere mano al portafoglio. E’ il “cobrador del frac”, un esattore che viene ingaggiato affinché riscuota i debiti non pagati. Quest’uomo tenebroso, di nero vestito in marsina e cilindro, insegue ovunque il debitore: sotto casa, davanti all’ufficio, per la strada, in autobus, al cinema e ovunque vada, creando molto imbarazzo per il malcapitato che corre immediatamente a pagare i suoi conti pur di liberarsene. L’impresa che ha ideato questo originale personaggio ha rubato il nome a una compagnia di spedizione di abiti per uomo citata in un film anni Trenta e ha già 400 dipendenti in 13 sedi. Un successo dovuto all’andamento negativo dell’economia spagnola e all’efficienza del servizio offerto: in un anno ha recuperato ben il 70% dei debiti

Mica male. Specie perchè, diversamente dal mio debitore Zopa – un’anziana signora che ho paura faccia davvero fatica – molti ritardatari al ristorante ci vanno, rate o non rate. Una mia amica che si occupa di recupero crediti per una banca popolare e che sta gestendo insoluti per cifre da capogiro, mi diceva che si tratta spesso di professionisti, gente benestante insomma. Che al sollecito di agosto, le rispondono: “guarda, mò ’sto al mare, chiamami a settembre”.

Il problema affligge da sempre i liberi professionisti. Marco, che fa il consulente di RP in proprio, lo descrive efficacemente su PR Italia:

Negli ultimi 2 anni i casi di insoluto stanno diventando sempre più frequenti (nel solo 2007 abbiamo circa 20.000 Euro di crediti ancora da riscuotere!). Abbiamo provato di tutto: pagamenti anticipati trimestrali (il risultato è che ci pagano sempre in ritardo, ma molte meno volte l’anno), telefonate continue di sollecito (risultato: maggiori bollette telefoniche e stesso ritardo), anticipo fatture in banca (risultato: maggiori oneri bancari e stesso ritardo), ecc.

Un altro mio amico che si occupa di recupero crediti mi ha illuminato a proposito dell’esistenza, all’interno dell’ufficio legale di taluni suoi clienti, di posizioni la cui funzione è quella di ritardare il più a lungo possibile il pagamento di certe fatture/commesse, eventualmente spuntando un maxi sconto all’esperato fornitore che accetta di transare almeno il 70% che gli è dovuto pur di chiudere la faccenda.

Probabilmente non sto dicendo nulla di nuovo a chi ha un’azienda o lavora in proprio. Mi rivolgo allora ai giovani: prima di fare il grande salto, fate una valutazione anche su questi aspetti.

Leggi anche:

  1. Come eravamo. Per Terre des Hommes

4 Comments

  1. zen says:

    Credo che sia un problema tutto italiano con lo Stato che è il primo debitore e insolutore, e a ruota tutti gli altri. C’è poi una (non) cultura della scadenza da brivido. Ricordo che per farmi pagare da istituti di formazione ho dovuto aspettare mesi e mandare diverse mail, quando peraltro le controparti si facevano pagare in anticipo dagli studenti.
    Pessimo costume, tutto italiano che ci fa scivolare indietro e ci rende un paese del terzo mondo. Ho trovato rare eccezioni positive in vita mia (il sole, per intederci)
    ciao
    z

  2. ironmauro says:

    Vero. La scadenza non è mai una vera scadenza.

  3. aloires says:

    Sono convinto che in Italia mandare un tizio vestito di frac al seguito del debitore, esporrebbe a denuncia sicura! Così alla fine magari si passa pure dalla parte del torto….

  4. ironmauro says:

    I danni morali te li chiedono di sicuro.

    Se non gli sparano.

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