Christian Vieri è stato depresso.
Siccome la depressione è una brutta cosa, anche in virtù di una scarsa comprensione/accettazione da parte della società di questa patologia, siamo tutti più sollevati nell’apprendere come ne sia uscito. Non sarebbe certamente stato piacevole incontrarlo dopo questo suo outing e pensare: “poverino, è depresso”.
Ci rincuora un po’ meno che Vieri ne parli così apertamente solo ora che il certificato medico attestante il suo (passato, eh intendiamoci) disagio è stato depositato in tribunale come prova nella causa milionaria di risarcimento che il giocatore ha intentato alla sua ex squadra, l’Inter. I maligni potrebbero pensare che la sua depressione sia stata certificata ex post solamente per accaparrare un bel po di quattrini.
L’Inter in questo caso, pare rendergli almeno un po’ di giustizia. Depresso, dicono gli avvocati della società di Moratti, eri depresso. La malattia ti era venuta prima, però. Perciò non venire a batter cassa. Non è mica colpa nostra.
Ah, ecco.
NB:
Caro Christian,
siamo mortificati di sapere come sia stato umiliante per te percepire la miseria di 1.500 euro al mese (netti o lordi?) ai tempi. Vorrei farti coraggio. Allora pigliavi comunque più di me, bunus da 100.000 euro a gol escluso. Allora mi avevi ispirato simpatia: accettavi una sfida interessante. Oggi il tuo atteggiamento mi pare poco elegante.
[picture source: Softpedia]
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