La festa che non c’è mai stata

Sto per introdurvi alla NON Festa: un concetto di divertimento un po’ radicale ma di sicuro effetto, se potrete trovare la fede per accettarlo e le palle per metterlo in pratica.

Premessa: la mia discussione muove i passi da un modello di festa casalingo tra le 20 e le 50 persone – non certo ritrovi nei locali con pr, inviti e pagine su Facebook – dove però non tutti si conoscono e non c’è una sola compagnia. Una cosa un po’ aggressiva, non limitata agli amici e ai colleghi. Mi è tornata in mente ieri, mentre ero a letto con un febbrone da cavallo. Io comincio ad essere troppo vecchio per queste cose. Consideratela la mia eredità spirituale.

In un appunto dell’aprile 2002, quando mi venne l’idea, la descrissi così:

La non festa è un evento mondano al quale non avrai mai partecipato. Non solo tu non vi hai mai preso parte, ma la stessa festa non ha mai avuto luogo. Come è possibile? Semplicemente, si tratta di un evento del quale il mondo (inteso come tutti coloro che non vi hanno preso parte) non dovrà mai sapere nulla.

L’idea nasceva inconsapevolmente da un amico di allora che stava organizzando un festone pauroso con la tipa in vacanza. Pensando a quanto avrebbe bevuto e, logica conseguenza dell’alcol, con quante ci avrebbe provato, mi guardò e mi disse: “questa festa non c’è mai stata“. La trovai un’idea stupida ma eccitante. Era pieno giorno ed ero sobrio. Dubito perciò di aver pensato per più di un secondo all’orgia di Eys wide shut.

Cocktail carichi e musica decente, che non devono mai mancare, per una bella festa serve soprattutto che la gente abbia l’atteggiamento giusto. Voglia conoscere nuove persone. Attenti studi antropologici mi hanno portato a stabilire che questo atteggiamento può essere aiutato lavorando su alcuni punti.

Single. A socializzare sono quelli estroversi, quelli single (per ovvie ragioni, preferiscono socializzare con persone dell’altro sesso) e quelli che fumano, costretti sempre più spesso a passare le loro serate su balconi e pianerottoli. Sono loro il collante dela festa: quelli che consentiranno all’intero meccanismo di girare. L’esperienza purtroppo mi insegna che queste persone sono sempre troppo poche (tranne i fumatori). Ora, come avrete certamente capito, nel 2002 quando pensavo queste cose ero estroverso, single e fumatore.

Parità. Se c’è carenza di donnine oppure ometti, se cioè il rapporto è 1/3, la festa parte zoppa. Ma la condizione ideale di 1/1 è d’altronde un miracolo che si verifica solo alle cene fra amiche che si portano i fidanzati (o viceversa).

Zavorra. Quelli che arrivano e si fanno i cazzi loro. Arrivano con partner a seguito e litigano col partner. Arrivano con 6 persone della loro compagnia e con loro rimangono, mandando messaggi ad altri amici che sono altrove. Dio ce ne liberi. Purtroppo ragioni di educazione e di rapporti impediscono di mollare la cima e di sganciarci da questi pesi morti.

Socialità agli steroidi. Osereste forse negare che le feste più belle sono state quelle in cui vi siete imbucati e non conoscevate nessuno (e nessuno vi conosceva), e vi siete dovuti dar da fare con il bicchiere e con la lingua? Ora, se si trovassero solamente dei perfetti sconosciuti sembrerebbe la puntata pilota del grande fratello. Una spalla, in certe operazioni di approccio, o per una sana e distensiva ritirata, è d’obbligo.

Ma come si fa a costruire una festa senza coppie, con tanti maschietti quante sono le femminucce, dove TUTTI conoscano un paio di persone, per essere a proprio agio, ma non di più, così da non portarsi dietro pregiudizi, nomignoli o altro?

Ecco come funziona la NON festa.

A (maschio) e B (femmina) organizzano la festa. Ciascuno deve invitare due persone, ovviamente maschio e femmina, facendo attenzione che:

  • le due persone non si conoscano fra di loro
  • le due persone non conoscano l’altro organizzatore (gli invitati di B non devono conoscere A)

Alla prima rosa di invitati viene chiesto di fare altrettanto. Alle persone che inviteranno, verrà chiesto di fare altrettanto se volete una festa con 30 persone, oppure di invitarne una sola (opposta rispetto al proprio sesso, e sconosciuta a chi l’ha invitata) se per ragioni logistiche ci si vuole fermare a 22.

Il risultato è questo:

dove i più introdotti, come si vede sono quelli al secondo livello (A1, A2, B1, B2) che conoscono 3 persone a testa (nel caso di A1, A che l’ha invitato e A3 e A4 che ha invitato lui).

Ora, considerndo anche i plausibili intenti fedifraghi di qualcuno, è evidente che una festa così non può che fare incazzare chi non è stato invitato. Per evitare incursioni di fidanzati gelosi o che qualcuno vi tolga il saluto, la soluzione è semplice: la festa non c’è mai stata. Se vi presenteranno qualcuno in futuro che avete già conosciuto alla NON festa, dovrete far finta di non conoscerlo.

Ovviamente la Non Festa è stata concepita in epoca pre-Facebook, ovvero quando anche ad una festa normale non si rischiava ancora di venir sputtanati eternamente perchè immortalati vestiti da donna e taggati senza alcuna pietà il giorno prima di un colloquio di lavoro. Perciò, a maggior ragione, un evento camera-free oggi mi pare exclusive: tutta l’elettronica si lascia all’ingresso (assieme alle chiavi dell’auto).

Ora, possiamo discutere che non sia esattamente una cosa sportiva, per non dire amorale. La NON festa è basata sulla menzongna? Non direi. Dovete mentire? Sono fatti vostri. Ad un amico o un partner che vi chiede dove siete stati ieri sera, potete sempre rispondere: “fatti miei”. Non è mentire. Oggi va di moda chiamarla privacy.

Suggerimenti su come migliorare il modello sono benvenuti.

Buone feste a tutti. Magari con una NON festa di mezzo.

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  1. Stasera festa

5 Comments

  1. La_Mary says:

    Aggiungo un elemento fondamentale che quest’uomo, pudicamente, non ha inserito nell’elenco: “Colui che si addormenta sul divano dei poveri padroni di casa alle 10.00″. Una coreografia irrinunciabile per le vostre feste.

    Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone esistenti è puramente casuale.

  2. ironmauro says:

    Se è per quello una volta uno mi si è addormentato sul balcone di inverno. Lo abbiamo scoperto verso le 3 del mattino. Ancora vivo.

  3. Beppe says:

    Sei un genio!

  4. Tabo says:

    cazzo avevo rimosso la NON festa! Ricordo che ci siamo andati vicini una volta..avevamo forse anche stilato una lista dei possibili secondi livelli. In effetti forse ora siam un po\’ vecchi, ma mi stai facendo sognare. Grazie.

  5. pietroizzo says:

    genia,e, assolutamente geniale. Saranno anni che non partecipo a una non-festa anche se – devo ammettere – non ne avevo mai fatto una SCIENZA come te :-D DD

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