L’impermeabilità lessicale delle elitè è universalmente riconosciuto come uno dei problemi che zavorrano l’Italia. L’azzeccagarbugli si rivolge all’uomo semplice con linguaggio forbito, consapevole che finchè sciorinerà una serie infinita di supercazzole potrà continuare a fregarlo senza troppi problemi.
Recentemente un dipendente di banca mi ha rinfacciato che, siccome chi è causa del proprio male dovrebbe piangere sé stesso, così certi risparmiatori delusi dovrebbero farsi un esame di coscienza circa la loro ignoranza in tema di finanza e investimenti, anziché mandarle a dire al dipendente della filiale che li avrebbe, in malafede oppure no, mal consigliati.
Mentre per comprare una casa o un’automobile facciamo studi che nemmeno per la laurea, troppo spesso non ci curiamo affatto di che fine stiamo facendo fare ai risparmi di una vita. Il fatto però che nel nostro paese l’informazione su temi economici sia quantomeno inadeguata mi pare sacrosanto. Idiosincrasia per la matematica a parte, che fa accogliere ad alcuni la maturità o la laurea come fossero un esorcismo, il fatto è che la retorica senza lumi dei mezzi di informazione italiani dà il peggio di sé nell’informazione politica quanto in quella economica.
Iperboli, frasi fatte, sound bite spesso ignoranti. Un muro di gomma favorito dal fatto che l’azionista del mezzo di informazione è spesso quell’istituto di credito che talvolta emette, spesso colloca, sicuramente rifila al proprio correntista il prodotto finanziario di cui il giornalista economico dovrebbe scrivere con obiettiva lucidità. Troppo spesso i burattinai del risparmio vorrebbero che noi restassimo incompetenti. Vuoi perchè così possono prevenire che il pubblico scopra il trucco, ma anche perché parecchi con le mani e con i fili non è che ci sappiano poi veramente fare.
Vaffanbanka! già dal titolo esprime bene i sentimenti del popolino cassettista quando si tratta di risparmio. L’obiettivo di Fratini e Marconi vorrebbe essere quello di parlare una volta tanto chiaro e di scoprire gli altarini. Il sottotitolo Dai bond argentini ai mutui assassini: manuale di autodifesa economica e finanziaria a rendimento garantito purtroppo ci ricorda che, alla fine della fiera, anche loro sono parte di quel sistema di informazione che alla casta della finanza non ha mai opposto abbastanza resistenza, preferendo l’arguzia della forma alla chiarezza della sostanza.
Il libro è godibilissimo e raggiunge tutto sommato l’obiettivo di spiegare in maniera semplice alcuni semplici concetti che semplicemente il vostro istituto di credito si è dimenticato di raccontarvi, quiz a crocette di MiFID inclusi. L’unica pecca sta proprio nel aver voluto parlare a tutti i costi il linguaggio dell’uomo della strada, finendo spesso per proporre metafore ridicole. Senza questi eccessi stilistici – populistici, per usare le parole di un giornalista della Reuters con il quale ho parlato del libro – Vaffanbanka sarebbe potuto essere ancora meglio.
“In Borsa, meglio la Canalis o la Seredova?”; “Benchmark è il nome di uno sciatore svedese?”, sono alcune delle cagate che Fratini e Marconi potevano risparmiarci, per dedicare più spazio a quei commenti secchi (“lasciate il trading in valute agli esperti”; “l’acquisto di una casa è quasi sempre un errore”) che, argomentati con lucidità, riescono a fare in poche ore quello che inserti autorevoli de Il Sole 24 Ore non hanno fatto in anni. Intendiamoci: un po’ di umorismo non guasta e agevola la lettura. Ma a tratti il troppo stroppia. Infine, si tratta pur sempre di un testo base che non soddisferà gli esperti. Poco male. In questo senso, Rizzoli e gli autori hanno perfettamente indovinato puntando al bacino di lettori più ampio possibile: quelli che in Italia di risparmio e investimenti non capisce un tubo.
Compratelo. Costa la metà dell’imposta annuale di bollo del vostro conto corrente online, che non avete notato sul prospetto informativo perchè scritta in caratteri minuscoli, mentre felici vi concentravate sullo “zero spese” scolpito a tipi cubitali. La raccolta finale di lettere che raccontano le allucinanti storie di vita vissuta dei risparmiatori è illuminante, e meriterebbe un volume apposta. Bene gli auto test di valutazione finali. Almeno quelli seri dove non si menzionano procaci veline.
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