Domenica di luglio: aspettando Godot

Il bello della crisi è che siamo tutti qua, come “congelati”, in una situazione di attesa senza che nessuno capisca bene chi o che cosa debba arrivare per far ripartire l’economia.

Nel frattempo:

  • I clienti tagliano il budget
  • Chiedono programmi di PR che abbiano una ricaduta immediata sulle vendite
  • Vogliono creatività (leggi: non ci sono soldi, ingegnatevi)
  • Sbloccano i soldi un quarter alla volta
  • Riorganizzano (tagliano personale perchè finalmente hanno la scusa per farlo)
  • Mettono tutti a smaltire ferie
  • Gestiscono attentamente il cash flow, per evitare prestiti che le banche non gli danno (leggi: ti pagano il più tardi possibile)

L’inflazione è ai minimi storici. Sui mercati finanziari continuano ad esserci prezzi da saldo, ma ne approfittano solo gli istituzionali e i lupi di mare. La gente, nonostante certa roba te la tirino dietro (automobili, elettronica di consumo) non compra. Pullulano articoli sulla stampa che magnificano il low cost come filosofia di vita (cohousing, coworking, swap-party) a borghesi arroganti che vedono ’sta roba con sincero stupore, confidando che queste trovate da socialismo reale caraibico siano soltanto una moda.

I giornali, peraltro, chiudono. Ma Internet, dove forse un po’ di informazione si potrebbe fare, per l’intellighenzia è luogo di pedofili efferati. Quando in realtà è abitata di finti Camisani Calzolari, blogstar anonime ma che tutti sanno chi sono in realtà e gente che organizza Facebook party.

Io continuo a fare le mie cose, nel silenzio del portico, sperando che il tempo rallenti un po’.

E che ’sto cazzo di Godot appaia all’orizzonte.

Leggi anche:

  1. Domenica di luglio
  2. Causa crisi economica globale
  3. Aria di Podcast #1 – domenica 17 agosto 2008

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