Sto rileggendo alcune collane di libricini che Il Sole 24 Ore aveva fatto uscire ad inizio Duemila.
Nel 2002 una era dedicata alla Net Economy (“New Economy” era già roba vecchia, che portava sfiga e andava superata). Impressionante il numero di parole che non ha sfondato, a cominciare dalla net-economy, di cui grazie a Dio non si parla più. Il volume Il lavoro online: Dal lavoro all’e-work: come prepararsi, dove trovarlo, come gestirlo. I profili più richiesti, curato da Micaela Cappellini e Rita Fatiguso.
In area marketing, a pag. 35, due professioni interessanti:
Web Communication manager
“Gestisce la struttura di comunicazione dell’azienda, controlla la struttura di intelligence relativa all’attività di marketing strategico e operativo”.
Web press relation analyst
“Crea comunicati stampa relativi al Web che fungono da supporto per la strategia di marketing; coordina le attività di public relation. [senza "s", ndr]“.
Vito Di Bari, nel suo Le Parole Della Net Economy: i termini dalla A alla Z che bisogna conoscere per comprendere l’era digitale, ci informava a pag. 49 che il Geek è un:
“Individuo altamente specializzato nell’uso di determinati servizi disponibili in Rete o di particolari programmi, dipendente da essi al punto da avere perso interesse per il modo reale a favore della realtà virtuale”.
Che ne dite?!?
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